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| Olio Extra Vergine di Oliva |
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Scheda olio "Frantoio Casali" |
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ZONA DI PRODUZIONE
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Sabina
- Lazio - Provincia di Rieti |
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ALTITUDINE
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100
mt sul livello del mare |
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ETÀ ULIVETO
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Secolari
e di nuova piantagione |
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TIPOLOGIA COLTURA
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Coltura
BIOLOGICA con utilizzo esclusivo |
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di
prodotti consentiti dal Reg. CEE 2092/91 |
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TIPO DI CULTIVAR
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Frantoio,
Leccino e Carboncella |
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SISTEMA DI RACCOLTA
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Manuale
direttamente dalle piante |
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| METODO DI MOLITURA |
Estrazione
a freddo |
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Verde
con riflessi d'oro |
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| SAPORE |
Morbido
e Vellutato |
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| PROFUMO |
Fruttato
medio |
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ACIDITA'
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0,22
% |
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SCHEDA DELL’OLIVO
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Nome scientifico Olea
europea sativa Nome italiano Olivo Famiglia: Oleaceae |
Altezza variabile da da 5 a
20 e più metri In Europa è diffuso soprattutto in Spagna, Grecia , Turchia,
Portogallo, ecc. In Italia è coltivato in tutte le regioni (tranne Piemonte e Valle D’Aosta) soprattutto al centro - sud |
FUSTO Spesso contorto, irregolare, solcato da fessure e cavo internamente |
CORTECCIA Di colore grigio chiaro |
CHIOMA Di forma conica |
RAMI Sono molto flessibili e cadenti |
FOGLIE Persistenti, coriacee, di forma ellittica, a margine intero, lunghe
3 – 8 cm di colore verde scuro superiormente e inferiormente
argentee |
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FIORI Piccoli e insignificanti, con quattro petali bianchi, sono riuniti
in grappoli e sbocciano da maggio a giugno. Le infiorescenze dette
mignola hanno forma a grappolo L’impollinazione è di solito anemofila, cioè sono gli stessi pollini
dell’olivo che vengono trasportati dal vento, ma a volte è di
ostacolo la forte pioggia
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FRUTTI Il frutto è una drupa di peso variabile tra 0,5 e 1,5 gr. e si
distingue in EPICARPO (la buccia che va dal verde al violetto e al
nero, MESOCARPO (la polpa in cui è presente l’olio), ENDOCARPO (il
nocciolo con dentro il seme. L’assenza del seme in alcune cultivar (varietà coltivate) forma
olive che cadono precocemente e che hanno una bassa resa in olio
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RADICI Le radici della pianta giovane sono a fittone, poi striscianti e
infine superficiali con rigonfiamenti |
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ALTRE
INFORMAZIONI E’ una specie molto longeva (100 –200 anni) poiché in condizioni
favorevoli rigenera facilmente apparato radicale e chioma. Si
riproduce per seme, innestando poi le piantine o per talea
prelevando in febbraio porzioni di rami vigorosi che si piantano
prima in vivaio e trapiantano nell’oliveto dopo quattro – cinque
anni, o per polloni, staccando i germogli vigorosi che nascono al
piede della pianta madre
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CICLO DI
SVILUPPO Ha quattro fasi:
- GIOVINEZZA (1-4 anno);
- ENTRATA IN PRODUZIONE
(7- 11 anno);
- ADULTA (8-40 anni);
- SENESCENZA (41-51 anno
in poi)
Le fasi durano a seconda delle cultivar, al sistema di
allevamento e alla tecnica culturale
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STADI
FENOLOGICI I principati stadi legati al clima 1) Stadio invernale o riposo vegetativo ( NOVEMBRE – GENNAIO) 2) Risveglio vegetativo (MARZO – APRILE) con apparizione dei
germogli 3) Mignolatura ( MAGGIO – GIUGNO) e Fioritura 4) Impollinazione e allegagione dei frutti 5) Ingrossamento dei frutti (LUGLIO – AGOSTO) 6) Invaiatura con cambio di colore del frutto e indurimento del
nocciolo 7) Maturazione del frutto (SETTEMBRE – OTTOBRE) |
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ALTERNANZA DI PRODUZIONE Gli squilibri nutrizionali ed ormonali determinano l'alternanza di
produzione, cioè ad un'annata molto produttiva segue una con una
produzione inferiore. Tutto ciò è accentuato da avversità
climatiche, attacchi parassitari, potatura e concimazione sbagliate,
deficit idrico, debolezza della pianta, ritardo di raccolta delle
olive, ma soprattutto predisposizione delle cultivar. Per contrastare questo fenomeno si può operare scegliendo un clima
adatto; potando e concimando in modo razionale la pianta; usando gli
antiparassitari adatti; anticipando la raccolta delle olive; ma
soprattutto scegliendo le cultivar più adatte.
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CULTIVAR (varietà coltivate) Le cultivar da olio sono molto numerose (circa 2000) perché è molto
facile la sua propagazione: per ovuli, polloni, pedali e talee. E’
difficile classificarle perché possono essere denominate in modo
diverso le medesime a seconda delle zone, ed alcune non sono neanche
ancora identificate. Comunque, in linea di principio si classificano
a seconda dell'utilizzo: - Da olio o da mensa o a duplice attitudine - In base alla produttività: buona, media o scarsa - In base alla resa in olio: alta, media o bassa - In base alla fertilità: autosterile (la maggior parte),
autofertili o parzialmente autofertili
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LE
CULTIVAR DELLA SABINA Le cultivar da olio sono: La Carboncella, il Frantoio, il Leccino
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| LE CULTIVAR
DA TAVOLA
Producono olive con scarso
rendimento in olio, che vengono consumate anche fresche dalle
famiglie coltivatrici, ma le industrie per la vendita gli fanno
subire una serie di lavorazioni (CONCIA) che sono: La deamarizzazione (lavaggio con soda diluita) Il lavaggio (con acqua o soluzione leggermente acida) La fermentazione lattica (con sale è chiamata salamoia, con altri
fermenti lattici si chiama fermentazione lattica guidata) L'aggiunta di insetticidi e conservanti Le olive possono essere verdi (raccolte prima dell'invaiatura cioè
ad inizio maturazione quando avviene un cambiamento di colore);
cangianti(cioè rosate, raccolte prima della maturazione; nere
(mature)
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LE CULTIVAR
A DUPLICE ATTITUDINE Hanno un frutto medio grande che può essere utilizzato sia per olio
che per mensa |
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RACCOLTA I metodi di raccolta delle olive sono molteplici. Il miglior metodo sarebbe quello della raccolta A mano o brucatura, perché in questo caso le olive restano integre e
forniscono un olio di alta qualità. Questo metodo, avendo una alta
incidenza il costo della manodopera, attualmente viene seguito su
piccola scala e alternato con altri sistemi. All’opposto il metodo peggiore, purtroppo ancora usato, è quello
della caduta spontanea che dovrebbe essere evitata, per
quanto possibile, perché presuppone un grado di maturazione
eccessiva delle olive, le quali, cadendo a terra, e restandovi anche
parecchi giorni prima di essere raccolte, non solo risultano sporche
di terriccio, ma si alterano rapidamente con fenomeni di
irrancidimento idrolitico favoriti dalla presenza delle lipasi e di
umidità. Da tali olive si ricava un olio non commestibile perché ad
alta acidità e con caratteri organolettici scadenti. Esistono altri metodi come la scrollatura e/o la battitura della pianta, sotto la quale vengono stesi grandi teli
di plastica, dove vengono raccolte le olive cadute, ma si ha
l’inconveniente di danneggiare la pianta e quindi la fruttificazione
dell’annata successiva. Un metodo più razionale è la pettinatura: le olive vengono
staccate dalla pianta tramite rastrelli di legno atti all’uso che
nel loro scorrimento lungo i rami rispettano le fogli e i
ramoscelli. Le grandi aziende adottano metodi di raccolta meccanizzata cioè con
ganci o pettini oscillanti portati
all’estremità di aste ed azionate da compressori o con scuotitori
che con la loro azione vibrante fanno cadere le olive, che sono
raccolte dalle reti disposte a terra per l’intercettazione dei
frutti. Vi possono anche essere macchine scuoti – raccoglitrici In ogni modo qualunque sia il metodo, incide molto sulle spese e per
conseguenza sul prodotto finale.
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EPOCA DI
RACCOLTA Le OLIVE DA OLIO vengono raccolte all’invaiatura tra metà OTTOBRE e
metà DICEMBRE, quando vi è la massima quantità di olio, con la
presenza di tutte quelle sostanze atte a garantire una lunga
conservazione (sostanze fenoliche), e quelle che incidono sulla
caratterizzazione organolettica (fruttato). Le OLIVE VERDI DA MENSA vengono raccolte quando il colore passa dal
verde intenso al giallo paglierino perché il mesocarpo subisce un
intenerimento; il metodo usato è la brucatura poiché permette di
ottenere olive integre. Le OLIVE NERE DA MENSA vengono raccolte
quando il mesocarpo e l’epicarpo raggiungono una colorazione nera
(maturazione fisiologica) ed il metodo usato è la brucatura o
tramite vibratori.
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OLIO DI
OLIVA La polpa rappresenta il 70% - 75% del peso dell’oliva e in essa vi
si trova una quantità di olio che oscilla dal 12% al 25% con una
punta sino a 30%. Il frutto maturo da un punto di vista chimico è
costituito principalmente da GRASSI (98% - 99,5%)e per la maggior
parte da gliceridi tra i quali troviamo i trigliceridi, digliceridi,
monogliceridi e acidi grassi liberi. Tra tutti predomina l’acido
oleico in quantità tra i 56 e 84% , poi l’acido palmitico (7-20%),
l’acido stearico (1,4-4%), i quali sono SATURI. Invece tra gli
INSATURI abbiamo l’acido linoleico (0,2-1,5%) e l’acido linolenico
(3-21%). Nelle olive mature troviamo anche i fosfolipidi,
glicolipidi, carotenoidi importanti per la colorazione giallo –
paglierino e infine troviamo anche quelle sostanze fenoliche e
polifenoliche che hanno una funzione antiossidante. La PARTE NON LIPIDICA è costituita da idrocarburi, cere steroli,
alcoli, vitamine liposolubili che pur trovandosi in piccola quantità
(0,5-2%), sono molto importanti per le caratteristiche
organolettiche e biologiche dell’olio.
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PRODUZIONE DELL’OLIO Le olive raccolte vengono portate al frantoio dove vengono: a) LAVATE (dal terriccio e impurità), b) sottoposte a FRANGITURA e GRAMOLATURA (cioè le olive intere sono
frantumate perché l’olio fuoriesca dalle membrane in cui è contenuto
e poi rimestate in modo che la pasta sia omogenea; c) PRESSATE (con la pressatura dalla pasta viene estratto l’olio
solo con mezzi fisici da torchi a vite o da più moderne presse
idrauliche); d) SEPARAZIONE ( la separazione prima si faceva per decantazione,
mentre ora si ottiene tramite centrifugazione, che è una pressione
più veloce che riduce il contatto tra olio e acqua di vegetazione); e) poi l’olio viene CHIARIFICATO (la chiarificazione si ottiene per
sedimentazione spontanea tenendo l’olio in riposo in locali contigui
al frantoio ad una temperatura compresa tra 12° e 13° C f) poi viene CONSERVATO
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AVVERSITA’ Le principali avversità sono causate dal CLIMA, da CARENZE
NUTRIZIONALI e da PARASSITI VEGETALI E ANIMALI. L’olivo è colpito da vari batteri e funghi parassiti (rogna, lebbra,
fumaggine) e da numerosi insetti,fra i quali il più dannoso è la
mosca delle olive che si combatte in vari modi: - lotta biologica (attuata con fitofarmaci o con la liberazione di
individui di opius concolor allevati in laboratorio) - lotta chimica effettuata con insetticidi - lotta preventiva si esegue con trattamenti a base di esche
proteiche allevate con l’aggiunta di insetticida
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DENOMINAZIONE DEGLI OLI a) Olio di oliva extravergine Viene ottenuto per pressione, di gusto perfetto non può subire
processi chimici, ma solo lavaggio, sedimentazione e filtrazione.
Non deve contenere più dell’1% di acidità totale. b) Olio di oliva vergine Viene ottenuto per pressione, non deve contenere più del 3% di
acidità c) Olio di oliva lampante Viene ottenuto con processi chimici, possiede un’acidità superiore
al 3,3% d) Olio di oliva vergine corrente Ottenuto da pressione, di gusto buono con un’acidità non superiore
al 3,3% e) Olio di oliva raffinato Prodotto dalla neutralizzazione di olio vergine lampante con
un’acidità inferiore allo 0,5 % f) Olio di oliva Ottenuto dalla miscela di olio raffinato con olio extravergine o
vergine, deve avere un’acidità inferiore all’1, 5% g) Olio di sansa di oliva Ottenuto dalla lavorazione della seconda pasta (di oliva) attraverso
solventi, deve essere neutralizzata e raffinata; non deve avere più
dello 0,5 % di acidità h) Olio di sansa raffinato Viene prodotto dalla raffinazione dell’olio di sansa, non deve
contenere più dello 0,5% di acidità. |
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